Ray Ban 3362

Michael Fallen starts a series of stories for the San Francisco Examiner, introducing the word “hippie” to readers. Fallen’s articles describe the migration of beatniks from North Beach to Haight Ashbury in search of cheaper rents, some popular hippie hangouts such as the notorious Blue Unicorn, and the generally bohemian lifestyle of the beatnik/hippie community. Fallen’s articles are widely read, but “hippie” doesn’t appear in mainstream language for two more years..

Clarity. Intense emotions. Rich image and a call to action. A Spendor presenta La Mentirosa, il suo ultimo cd: “la mentirosa è la bugia intesa come possibilità di inventare qualcosa di diverso”. In poche parole la creatività.Cinque italiani, spiantati e in cerca di un’occasione, vengono mandati a girare un film in Armenia. Appena arrivati scoppia una guerra e il sedicente produttore sparisce con i soldi.

Sia essa quella esibita del patrigno del ragazzino che abita di fronte a Joseph oppure quelle a malapena represse di chi sopravvive a se stesso, in Tyrannosaur (titolo che riceve una spiegazione nell’ultima parte del film) la serenità del vivere è negata. Lo è nella barba malfatta e nello sguardo annebbiato dall’alcol di Joseph così come nella sublimazione nella fede da parte di Hannah o nella brutalità di James. Questo però non significa che Considine neghi una possibilità di riscatto.

Non c’è spettatore, neppure il più ingenuo, che non si renda conto in anticipo di come la vicenda andrà a concludersi. Ciò che conta nel film sono il ritratto sociologico di una famiglia non abbiente (madre vedova e due figli, uno dei quali dovrebbe essere di esempio all’altro) e le scene di lotta coreografate ad alto livello. Su questi due elementi si innesta un allarme (anche se lanciato in modo indiretto)sulla pervasività di un certo uso di Internet.

Ormai li conosciamo, sono una bambinetta bionda che non sa star ferma un minuto e un orso che aspira inutilmente alla pace e alla concentrazione offerta da un buon libro o da una partita di scacchi, ma finisce per prestarsi a soddisfare le fantasie di gioco della piccola Masha, con fare riluttante e risultati eccelsi. Li lega un affetto peloso e palpabile, nonché un evidente rapporto padre figlia (non a caso Masha vive sola, nessun accenno ai genitori, in una casa fattoria ad un passo dalla fermata locale del trenino per l’altrove). Sanno stupirsi a vicenda, senza mezze misure, e abitano un bosco sito all’opposto dell’idea fiabesca e tentatrice del luogo dei pericoli per eccellenza, circondati da un coniglio rubacarote, da due lupi infermieri affamati di salsicce e da qualche fidato amico che si presenta regolarmente per una visita speciale.