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About this Item: Shanghai Press, United States, 2016. Paperback. Condition: New. Nel 1987 ritorna al thriller e non solo scrive ma dirige e co produce La finestra della camera da letto. Il film è un riuscito omaggio ad Alfred Hitchcock col solito meccanismo dell’innocente testimone di un delitto che viene scambiato per il colpevole decisamente rinvigorito tanto dalla scrittura quanto dalla regia di Hanson. La sua carriera da regista prosegue con Cattive compagnie nel 1990.

Ma, l’incontro tra i due personaggi sarà addirittura letale per il povero Mick, il quale, a seguito di un angustiante scambio di opinioni con Brenda, egli entrerà in un totale stato di disillusione e di crisi esistenziale nei riguardi del suo presente artistico, tanto da indurlo ad una scelta estrema. Tale triste episodio farà in modo che l’anziano compositore Fred, amico strettissimo di Mick, finalmente si risveglierà dal suo attuale “coma esistenziale” per una vigorosa rinascita interiore ritornando finalmente alla vita e partecipando al concerto auspicato. Questa pellicola di Sorrentino ha uno stile riflessivo, apparentemente sotto tono che inevitabilmente non possiamo non accostarlo, ad esempio, al suo recente film “La grande bellezza”, ma con la differenza che man mano che si giunge alle sequenze finali, non possiamo non avvertire il suo senso di profondità e, appunto, di levitazione esistenziale.Rivolgo, inoltre, i miei più sentiti complimenti al regista per la scelta della colonna sonora: da brani impreziositi di un pop rock denso, intellettuale e sofisticato (intervallati da un momento ironico caratterizzato dal brano romantico “Reality”) alla bellissima composizione orchestrale della sequenza finale del film ed ancora l’eccellente brano di musica classica che accompagna i titoli di coda.

Nel 2012 partecipa al thriller con Tom Cruise Jack Reacher La prova decisiva.Un attore fin troppo introspettivoSobrio e magistrale, recentemente suscita un po’ di perplessità in questa seconda parte della sua carriera, forse per l’apparente banalità dei suoi personaggi (il Calvin Caspary di La nave faro), tutti interpretati con profonda umanità e grande psicologia, ma quasi invisibili se non fosse per le mezzetinte interpretative (surreali e a volte volutamente insensate) che saggiamente abbina alla sua bellissima recitazione. Calvo, fisico minuto, sguardo mite e abbattuto, attira l’attenzione su di sé, ma difetta di quel carisma da protagonista che negli anni avrebbe potuto renderlo davvero un mito. Stile laconico ed ellittico, apparentemente ordinario, ha una solida preparazione culturale alle spalle che gli ha permesso di cesellare performances che brillano per acume introspettivo.Al di là di Las Vegas, i tavoli verdi, il gioco del poker e la storia d’amore tra Huck (Eric Bana) e Billie Offer (Drew Barrymore), il film di Curtis Hanson esplora il difficile rapporto tra padre e figlio.