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Da l in poi il tono dato basti ricordare che la foto ufficiale usata in campagna elettorale per il secondo mandato del marito la vedeva indossare un prendisole di Asos da pochi euro. Il ha dedicato ampio spazio al tema del binomio moda e politica di questi due mndati di Obama. Ricordando come per anni stata creato un blog dedicato ai look della firts lady e che un professore della New York University ha pubblicato uno studio intitolato This First Lady Moves Markets.

Nello stesso anno si segnala anche per una breve apparizione in The Tourist, secondo lungometraggio di Florian Henckel von Donnersmarck, il regista che conquistò l’Oscar per il miglior film straniero al suo esordio dietro la macchina da presa, Le vite degli altri (2006). La vicenda è ambientata a Venezia, i protagonisti sono Johnny Depp e Angelina Jolie, ma nel cast figurano diversi interpreti italiani tra cui, oltre ad Esposito, Neri Marcorè, Christian De Sica e Alessio Boni. L’anno seguente recita sul set di Mozzarella Stories, una commedia nera diretta da Edoardo De Angelis e incentrata sulla guerra tra italiani e cinesi per la mozzarella di bufala, in cui Esposito interpreta l’esilarante ruolo di Gigino ‘a Purpetta.

Vorrei porre invece l su un fenomeno che forse non molti conoscono causato da alcuni tipi di inquinanti. Per il loro effetto definiti distruttori endocrini (EDC). Perchè sono in grado attraverso la loro azione di perturbare fortemente il fisiologico equilibrio endocrino di qualsiasi tipo di organismo.

Seguiranno poi a ruota le commedie Fascino del palcoscenico (1958) sempre con Fonda e tratto dal testo teatrale “Morning Glory” di Zoe Akins, Quel tipo di donna (1959) con Sophia Loren e Pelle di serpente (1959), tratto da un dramma di Tennesse Williams, con Anna Magnani e Marlon Brando. Poi tornerà per brevissimo tempo alla televisione con la regia di due episodi di Playhouse 90 con Peter Lorre, James Mason e Boris Karloff, ma soprattutto due puntate di Sunday Showcase (1960) che raccontavano la storia di Sacco e Vanzetti e che gli permetteranno di essere nominato agli Emmy Award per la regia. Allen e Chiamata per il morto (1966) dall’omonimo romanzo di John Le Carré con James Mason.Progetti falliti e collaborazioniPlurinominato ai BAFTA, ritorna ancora una volta con Mason davanti alla cinepresa questa volta anche con Vanessa Redgrave nella trasposizione de Il gabbiano (1968) di Cechov.

Quest’ultimo particolare tipo di “affascino” ad essere impiegato da Mezzapesa in funzione degli altri due, attraverso un lavoro sull’immagine che privilegia gli effetti mnemonici e sinestesici. La storia dell’innocente triangolo fra Veleno, Zazà e Annalisa si costruisce infatti per piccoli sguardi, brevi squarci di esistenza legati dal filo rosso dei sentimenti e dei ricordi d’infanzia (soprattutto per chi è stato adolescente negli anni Novanta): la sensazione bruciante di un ginocchio sbucciato, l’odore di un campo appena arato, le luci e i suoni di un giro sul tagadà, l’eterno fascino di una Madonna laica dallo sguardo infelice. Poi si avvolge tutto in una specie di landa desolata e decontestuali [.].