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Non mi piacciono i romani rappresentati nei film in questione e non mi piace la comicità svilita dalle parolacce. Tra noi si è creata subito un’alchimia che ha facilitato enormemente il lavoro sul set. Stimo entrambi professionalmente e umanamente, dunque non è stato difficile fare funzionare i nostri tre personaggi.

più Right che Wright!Joe Wright è nato a Londra, da una coppia di burattinai (suo padre aveva 69 anni quando lui venne alla luce e morì quando lui ne aveva appena 19) che hanno fondato il Little Angel Theatre di Islington. Da sempre appassionato di arti, soprattutto pittoriche, ha cominciato a fare film sulla sua Super 8, con la quale riprendeva le prove di recitazione del club di arte drammatica della sua scuola. Dislessico, è stato costretto ad abbandonare gli studi per dedicarsi al lavoro di burattinaio con i suoi genitori, ma non contento di questa scelta, ha cercato strade alternative, riuscendo a entrare prima nella Anne Scher Theatre School e poi nel Camberwell College of Arts, laureandosi, infine, in regia al Central St Martins.

Ma lui continuò a realizzare pellicole, in nome della gloria che lo abbracciò anni prima, fino a lasciare tutto e a diventare un emozionato grande vecchio che tutti veneravano. Le sue star non erano certo belle, pensate a Christopher Walken, ma avevano un carisma davvero speciale. Lui usò ogni minima loro sfumatura recitativa a favore del film.

Un classico. Nulla di casuale musica e immagini e parole.La regia la scelta dei personaggi, mai ripetitivi ma ciascuno con la sua storia e anche la fotografia sono di ben altro livello rispetto a quanto offre oggi la presunta concorrenza di Sorrentino.Eppure tanta critica parla di kitch o di baci perugina.Dopo tante delusioni di film dalla trama sterile e decisamente banali che abbondano nelle sale e nei Festival Sorrentno ci regala l ennesima perla. Un film coinvolgente , appassionante magistralmente interpretato.Una cifra stilistica che ti rimane dentro e da spessore.

“Non posso prendere il sole sulle braccia, ho subito un’operazione.” “Davvero?” si entusiasma Carlo, una sorta di zecca delle deturpazioni. “Che genere di operazione? Si è rotta un braccio? Una frattura multipla?” “I tendini.” “I tendini? Cazzo, quelli sono una rogna” diagnostica nel silenzio dell’abitacolo. “Com’è successo?” “Una coltellata, una doppia coltellata” lo informa Margaret con ancora sulle labbra quel sorriso svanito e gentile, come se stesse parlando di qualcos’altro che se stessa.