Ray Ban Vintage

God can take down a plane any time he pleases and if he does, he wrongs no one. Apart from Christ, none of us deserves anything from God but judgment. We have belittled him so consistently that he would be perfectly just to take any of us any time in any way he chooses (Piper 2009).

La Prima Guerra Mondiale è stata la prima carneficina della modernità, una divoratrice di giovani. C’è chi l’ha vissuta in prima persona e l’ha raccontata. Piero Calamandrei (vedi un sunto biografico del grande giurista scritto da Stefano Rodotà per il Dizionario Biografico degli Italiani Treccani vol.

La banda musicale della polizia di Alessandria d’Egitto viene invitata a suonare all’inaugurazione del centro culturale arabo di una cittadina israeliana. All’aeroporto di Tel Aviv non c’è nessuno ad attendere il gruppo di musicisti, così il pragmatico direttore d’orchestra e colonnello Tewfiq decide di raggiungere il luogo con un autobus locale. Arrivato nella remota e desertica cittadina (una sorta di Las Vegas spoglia di luci scintillanti, giochi e schiamazzi) capisce che, per un difetto di pronuncia, ha sbagliato destinazione.

Cerca un cinemaC’è un professore napoletano nel deserto del Nevada che spende la vita ad ascoltare il suono dello Spazio alla ricerca di una voce. La voce cara della consorte morta diversi anni prima. Scienziato mesto a un passo dall’Area 51, segue un progetto, o almeno dovrebbe, per conto del governo degli Stati Uniti.

Questo 2005 cinematografico sembra essersi aperto all’insegna delle biografie.Tra il flop americano di Alexander, sbarcato in Europa in cerca di ricatto, e due dei più attesi film di quest’anno, The Aviator e Neverlan, si inserisce la leggenda di Ray Charles.Portare la vita e la musica del celebre pianista cieco sul grande schermo è forse il lavoro più facile tra i quattro titoli citati potendo contare e puntare su un protagonista eccezionale e su una vita che ben si presta ad essere “messa in scena” e drammatizzata dall’occhio della cinepresa.Si tratta di raccontare le imprese e i disagi di un non vedente nero della Florida che con le proprie forze, passioni, talenti e debolezze diventa una leggenda della musica.Manna dal cielo per un regista medio americano come Taylor Hackford!Lo capiamo fin dalla prima sequenza che il film non intende prendere una strada diversa da quella della retorica e dello stereotipo piuttosto scialbo.Ne abbiamo la conferma quando ci troviamo di fronte le “visioni” di Ray , figlie di un passato fatto di sensi di colpa che ci viene prontamente rivelato a suon di flashbackne siamo disgustati in un finale sciocco e frettoloso.Vita e musica della “sensazione cieca” (così verrà definito Ray Charles) non hanno tuttavia lo stesso risultato finale.Se la prima abbiamo detto essere raccontata con totale mancanza di originalità, condita da stucchevoli parentesi, percorsa da dialoghi banalotti e da una facile morale la seconda è resa invece più che dignitosamente.Il ritmo di Ray Charles pervade intere sequenze che si snodano tra jazz, blues, gospel, country, rock’n’roll. Ritmi che s’intrecciano, si fondono, si scambiano i colori e fungono da “collante” per il montaggio, soprattutto nella parte centrale.La musica del talento, almeno quella, mantiene tutta la sua bellezza e non manca di essere supportata nel mezzo audiovisivo da una buona fotografia.Che dire sul sorprendente Jamie Foxx? L’ex tassista di Collateral si trova davanti il ruolo della carriera e non sbaglia un colpo. Davvero impressionante il suo lavoro in quanto a caratterizzazione del personaggio tanto che ne siamo convinti: è Ray Charles.Golden Globes già ritirato e Oscar telefonato.Tirando le conclusioni la forza del film risiede nella combinazione tra la presenza scenica di Jamie Foxx e la musica di Ray Charles, tanto che chi cerca cinema rimarrà deluso, chi si accontenta di ritrovare la persona e i ritmi che ama, troverà nella finzione una certa soddisfazione..