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News2424 marzo 2018, 08:11Zuckerberg, vizi e virtù dello startupper che si fece re del mondoAlmeno su questo, Mark Zuckerberg è sempre stato trasparente: Non sono né di destra né di sinistra. Nel senso che non si riconosce in nessuna delle due. Oppure che le finanzia entrambe, con un leggero sbilanciamento a destra.

Per la prima volta, qualcuno sa il suo nome! Ottimo caratterista che ha prestato il suo volto per le “zingarate filmiche” del regista e amico Christopher Guest, Bob Balaban è uno dei caratteristi più geniali e irresistibili di Hollywood. Con quel volto buffo da studioso, scienziato, dottore e insegnante ha attraversato una marea di cult prodotti dallo Star System dagli Anni Sessanta a oggi, riuscendo sempre a dare lo spessore necessario perché risultassero pienamente convincenti.Figlio del pioniere televisivo Elmer Balaban (autore della tv via cavo e dei primi multisala), nipote del presidente della Paramount Pictures Barney Balaban e cugino del regista Burt Balaban, Bob ha iniziato ad appassionarsi alla recitazione prestissimo. Intriso nell’aria dello spettacolo hollywoodiano, ha cominciato a tastare il palcoscenico quando ancora frequentava i corsi della Colgate University, perfezionando poi la sua formazione grazie alle lezioni di Uta Hagen e Viola Spolin.In seguito a numerosi spettacoli on e off Broadway e a qualche piccolo ruolo in telefilm (Hank, 1965), debutta come attore cinematografico accanto a Dustin Hoffman e Jon Voight nello scandaloso Un uomo da marciapiede (1969) di John Schlesinger.

Tutti la vogliono ma l’attrice prende in mano la sua carriera e il controllo della sua vita pubblica concedendo il tratto altero e seccamente seduttivo soltanto ai migliori. Al sommo della sua bellezza trova con Roman Polanski (Repulsione) e in una frigida schizofrenica terrorizzata da niente la cifra del suo quasi non jeu (non recitare). Una sonnambula della nevrosi che fa così poco suggerendo così tanto.

Una scenografia sobria ma non troppo aiuta con forza ad alzare il tiro e rendere il film ancora pi ammirevole per come gestisce altri contributi tecnici con sagacia non comune, fra cui senz son da citare il montaggio pacato e le musiche trascinanti. Di una spanna sotto il rifacimento italiano Benvenuti al Sud (2010), di Luca Miniero con Claudio Bisio protagonista. Nei medesimi panni, senza nulla togliere a quest K.

Per quanto la sceneggiatura non sia perfetta, la scrupolosa regia di Spottiswoode si mette al suo servizio aggiungendo azione, potenza di suono e immagine, fra duelli aerei, navi inglesi silurate e affondate, fughe e inseguimenti.Il sesto giornoIl regista sembra, dunque, aver superato la prova del nove ma non fa i conti con una nuova sceneggiatura consegnatagli e partorita dalle mani di Cormac e Marianne Wibberley: Il sesto giorno, che diventerà un film nel 2000 con Arnold Schwarzenegger. Affrontando il fresco tema della clonazione umana, la pellicola dimostra di avere al suo interno qualche novità ma la difficoltà maggiore stavolta è nel fatto che le scene descritte sono ripetitive e, per di più, conformate a uno stile che sembra essersi ormai fin troppo esteso a un gran numero di pellicole d’azione, seppur di argomento fantascientifico. Persino la regia di Spottiswoode risente dell’età.

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