Occhiali Goccia Ray Ban

Sylvia lo comprende a poco a poco, con l’aiuto del fratello l’unico a volerle realmente bene e di un ragazzo squattrinato che ha fatto della precarietà, lavorativa e sentimentale, uno stile di vita. Grazie a loro, Sylvia ritroverà la propria autenticità e capirà che l’esistenza apparentemente perfetta che conduceva si basava in realtà sulla menzogna, con un uomo incapace di amare altri all’infuori di se stesso, due amiche pettegole e convenzionali e un lavoro svilente.Malgrado la caduta in alcuni prevedibili cliché, tipici del genere cinematografico di riferimento (spesso più accentuati in film simili targati dalle major che in questa produzione indipendente), Weather Girl regala un’ora e mezza di gradevole intrattenimento, con il pregio di non scivolare nel buonismo e di mantenere una notevole dose di freschezza e un certo anticonvenzionalismo, persino nel messaggio consolatorio dell’happy end.Caustica è la critica del regista (che ha lavorato come attore in diverse serie tv, prima di dirigere altre due commedie romantiche, Outside Sales e 6 Month Rule) alle regole dello show televisivo, che banalizza le notizie riducendo l’attualità a mero contorno di risatine, ammiccamenti e schermaglie, in cui l’apparire polverizza l’essere.Buona la prova del cast, in cui figura nel ruolo di Dale Mark Harmon, volto noto della serie tv NCIS Unità anticrimine. A spiccare, nei panni di Sylvia, è una Tricia O’Kelley (veterana delle sitcom made in Usa) divisa tra il fascino della Carrie di Sex and the City (ma senza la patina glamour) e l’autoironia di Bridget Jones (ma priva di quell’irresistibile e goffo senso dell’humor), in un ruolo da donna comune alla Jennifer Aniston.You can reliably forecast most of the beats in Blayne Weaver’s breezy romantic comedy “Weather Girl,” but that doesn’t diminish the small pleasures the movie delivers.Sitcom vet Tricia O’Kelley brings an appealing brittleness to Sylvia, the “sassy weather girl” (a promotional reference much loathed by Sylvia) on a Seattle morning talk show.

La recitazione l’ha resa una vera e propria donna. Ce la ricordiamo asciutta e diafana, mentre i suoi muscoli guizzavano veloci nella scena di una corsa, o dalle curve scolpite quando veniva frustata. Anima e cuore della Francia, diva per mestiere e attrice per passione.

Separato dalla moglie, strappata al pericolo nei primi due episodi e (mal) sopportato dalla figlia in età da college, McClane maledice ancora una volta la coincidenza che lo ha costretto nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Lo stesso protagonista confessa al giovane hacker, che è “costretto” a salvare da numerosi attentati, l’eroismo involontario delle sue azioni. McClane, lontano da essere un supereroe o un veterano incazzato del Vietnam, incarna piuttosto un eroe vulnerabile che combatte una guerra solitaria mentre fuori da un grattacielo, da un aeroporto, da una scuola o da una centrale del gas, polizia, FBI e agenti antiterrorismo si scontrano, rivendicando competenze e altre sciocchezze.

Lascia un commento